E finalmente la Romania
Le formalità per l'ingresso in Romania durano giusto il tempo di uno sguardo ai nostri passaporti, ma ci chiediamo come sarebbe stato pochi anni fa rima dell'ingresso di questa nazione nella comunità europea. Una sosta per un pranzo veloce e puntiamo diretti ai monti Retezat dove raggiungiamo la Cabana Codrim con un bel tratto sterrato ma abbordabile anche se carichi e stanchi.
Il giorno seguente lasciamo Africa a riposare e partiamo alla volta dell monte Retezat a quota 2485 mt. Per nostra sfortuna il tempo non è dalla nostra parte e camminiamo per ore avvolti da una fitta nebbia. Malgrado non riusciamo a vedere il panorama durante il nostro cammino, possiamo apprezzare lo splendido torrente che ci accompagna fino al lago Stanisoara che ci appare all'improvviso dalla nuvole. Non appagati proseguiamo verso la cima del monte che raggiungiamo in circa 4 ore e mezzo; la soddisfazione di aver raggiunto il nostro obiettivo, malgrado il maltempo, giustifica le ore di cammino. Dopo un lauto pranzo iniziamo la discesa decidendo di seguire un sentiero diverso. La scelta non si rivelerà particolarmente azzeccata dato che questo sentiero segue la cresta delle montagne con un continuo e faticoso saliscendi. Ad aggiungere difficoltà il tipo di sentiero costituito in gran parte da grosse rocce su cui saltellare. Anche in questo caso sarà la raccolta di mirtilli e i pochi minuti di cielo chiaro a ripagare il nostro sforzo. Peccato solo che Serena, forse troppo impegnata a raccogliere i mirtilli, inciampi su una roccia; per fortuna a parte il grande spavento e un bernoccolo stile cartone animato, niente di grave.
Alla Cabana abbiamo il nostro primo approccio alla cucina rumena assaggiando la ciorba (zuppa) di legumi e la ottima mamaliga (polenta) con stufato di carne.
Il giorno seguente lasciamo Africa a riposare e partiamo alla volta dell monte Retezat a quota 2485 mt. Per nostra sfortuna il tempo non è dalla nostra parte e camminiamo per ore avvolti da una fitta nebbia. Malgrado non riusciamo a vedere il panorama durante il nostro cammino, possiamo apprezzare lo splendido torrente che ci accompagna fino al lago Stanisoara che ci appare all'improvviso dalla nuvole. Non appagati proseguiamo verso la cima del monte che raggiungiamo in circa 4 ore e mezzo; la soddisfazione di aver raggiunto il nostro obiettivo, malgrado il maltempo, giustifica le ore di cammino. Dopo un lauto pranzo iniziamo la discesa decidendo di seguire un sentiero diverso. La scelta non si rivelerà particolarmente azzeccata dato che questo sentiero segue la cresta delle montagne con un continuo e faticoso saliscendi. Ad aggiungere difficoltà il tipo di sentiero costituito in gran parte da grosse rocce su cui saltellare. Anche in questo caso sarà la raccolta di mirtilli e i pochi minuti di cielo chiaro a ripagare il nostro sforzo. Peccato solo che Serena, forse troppo impegnata a raccogliere i mirtilli, inciampi su una roccia; per fortuna a parte il grande spavento e un bernoccolo stile cartone animato, niente di grave.
Alla Cabana abbiamo il nostro primo approccio alla cucina rumena assaggiando la ciorba (zuppa) di legumi e la ottima mamaliga (polenta) con stufato di carne.

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