Bucarest
Lasciamo Africa a riposo per un altro giorno dopo avergli dedicato le cure necessarie. Malgrado il viaggio perfetto sia con la moto per noi non è mai stato un peccato godermi a piedi una città o dei sentieri in montagna. In particolare era importante vedere Bucarest perché ogni capitale ci indica la direzione di una nazione. Bello il monumento in ricordo ai caduti del 1989, anche se in stato di abbandono, costruito proprio sotto il palazzo in cui si trovava il balcone da cui Ceausescu teneva i suoi discorsi alla nazione. Ma dove erano esercito e magistratura durante il regime Ceausescu? Solo in quel tragico Dicembre si resero conto di far parte di uno dei regimi totalitari più violenti del blocco sovietico europeo? Troppo facile imputare tutte le responsabilità ad una coppia che venne fucilata da un giorno all'altro senza nessun processo, sopratutto perché, in quel processo, le colpe sarebbero dovute essere distribuite tra tutti coloro che facevano il gioco di quel regime per interesse personale.
Il regime ha però regalato a Bucarest uno degli edifici più grandi del mondo: il palazzo del Parlamento, che insieme ai grandi viali che ricordano gli Champs Elysées parigini, rende l'idea del progetto di Ceausescu per magnificare la Romania.
Oggi si qui si punta ad ovest e decisamente, alle belle macchine e ai vestiti di lusso ma chi pensa agli sfruttati a 300€ al mese laureati e plurilingue dalle multinazionali nei call center (enel compresa)?
Ci ha meravigliato il traffico abbastanza regolare e la movimentata vita notturna.
Da ricordare infine il monumento alle vittime del nazismo: ebrei politici dissidenti e rom (questi ultimi mai ricordati nei libri di storia) in cui la Romania riconosce la colpevolezza dello stato di Antonescu alleato dei nazisti.
Insomma una capitale dai tanti volti di una nazione in crescita (solo economica?) in cui la liberalizzazione selvaggia sembra prendere il sopravvento.
Malgrado la nomea la città ci comunica un'idea di sicurezza anche nei quartieri più periferici dove siamo andati a cercare l'unico concessionario Honda per far controllare la catena della nostra moto.
Il regime ha però regalato a Bucarest uno degli edifici più grandi del mondo: il palazzo del Parlamento, che insieme ai grandi viali che ricordano gli Champs Elysées parigini, rende l'idea del progetto di Ceausescu per magnificare la Romania.
Oggi si qui si punta ad ovest e decisamente, alle belle macchine e ai vestiti di lusso ma chi pensa agli sfruttati a 300€ al mese laureati e plurilingue dalle multinazionali nei call center (enel compresa)?
Ci ha meravigliato il traffico abbastanza regolare e la movimentata vita notturna.
Da ricordare infine il monumento alle vittime del nazismo: ebrei politici dissidenti e rom (questi ultimi mai ricordati nei libri di storia) in cui la Romania riconosce la colpevolezza dello stato di Antonescu alleato dei nazisti.
Insomma una capitale dai tanti volti di una nazione in crescita (solo economica?) in cui la liberalizzazione selvaggia sembra prendere il sopravvento.
Malgrado la nomea la città ci comunica un'idea di sicurezza anche nei quartieri più periferici dove siamo andati a cercare l'unico concessionario Honda per far controllare la catena della nostra moto.
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