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Visualizzazione dei post da luglio, 2017

Ombre e luci della capitale ungherese

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Arriviamo a Budapest sotto una pioggia battente, ma il primo impatto visivo, percorrendo il verde ponte della Libertà, è emozionante: la vista spazia sul Danubio e sugli edifici storici adagiati sulle sue sponde. Il tempo di asciugarci e sistemare le cose in appartamento e partiamo per una prima esplorazione della città. Dopo giorni trascorsi in tranquille cittadine di modeste dimensioni e di bassa affluenza turistica, trovarci un fine settimana di Luglio nel caos della capitale non aiuta a rendere giustizia a questa città. Salta subito agli occhi come in ogni grande concentrazione urbana ci sia una piccola ma importante parte della popolazione che vive nella povertà sperando nel riciclo di ciò che viene gettato o nell'accattonaggio. Diamo importanza a quello che vediamo non per una questione di decoro o di sicurezza, ma di condizioni di vita che ci sembrano fortemente contrastanti con tutto quello che avevamo visto fino ad ora. Se invece vogliamo parlare della bellezza dei monume...

Ungheria o Austria?

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Guardando la cartina dell'Ungheria è evidente come Sopron si trovi geograficamente più in Austria che in Ungheria; è servito infatti un referendum per stabilire a quale nazione i suoi cittadini volessero appartenere, e proprio grazie a quel referendum si è conquistata il titolo di "fedelissima". Sopron è stata inoltre teatro di uno uno dei primi incontri tra i cittadini divisi dalla cortina di ferro: nelle sue campagne si è infatti svolto un "picnic paneuropeo" al quale parteciparono Ungheresi, Austriaci e vacanzieri della DDR. Fu quello il primo episodio di apertura delle frontiere che portò poi al crollo di quella barriera invalicabile che divideva l'Europa tra Est ed Ovest. Oggi attraversare quel confine è semplice e in molti lo fanno sopratutto per convenienza economica visto il buon cambio tra gli stipendi austriaci e i prezzi in fiorini ungheresi. Basta entrare in un supermercato per notare cambi di fisionomia evidenti nei clienti che lo frequentano ...

Benvenuti in Ungheria!

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Non abbiamo il tempo nemmeno di rendercene conto che il confine Slovenia- Ungheria ci scorre accanto. Peccato, ci sarebbe piaciuta la classica foto di rito, ma questa è una delle conseguenze inevitabili di viaggiare nell'Unione Europea. Fatto sta che la differenza si vede e come, a partire dall'architettura dei piccoli villaggi agricoli che attraversiamo. Essi sono fondamentalmente agglomerati di case mono familiari con il tetto a tegole rosse e le mura pastello. Immancabili i fiori di ogni tipo che colorano l'estate ungherese. Se c'è una cosa che ci ha colpito di questi primi giorni passati in Ungheria, questa è il lungo nastro di asfalto che taglia a metà enormi campi di girasoli, mais e grano ormai trebbiato in un continuo leggero saliscendi. Ci fermiamo a Pecs incuriositi sopratutto dalla chiesa moschea, uno dei monumenti che negli ricorda il dominio ottomano in questa nazione. Il centro storico è facilmente esplorabile a piedi e malgrado i cento cinquantamil...

Ultime cartoline dalla Slovenia: Ptuj e Maribor

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Da Kamnik percorriamo una bellissima strada con asfalto perfetto che ci conduce a Maribor. Fatta un po' di spesa e lasciati i bagagli in appartamento ci dirigiamo alla volta di Ptuj. Dopo esserci liberati dell'efficiente, ma logorroico personale dell'ufficio turistico, passeggiamo per le vie del centro storico e visitiamo il castello. Qui scopriamo come Ptuj festeggi uno dei carnevali più caratteristici al mondo, con riti che si ripento fin dal 1800. Anche in questo caso le guide turistiche del castello ci vogliono mostrare ogni angolo di questo edificio. Per noi è inevitabile riflettere su quanto sia importante la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di ogni nazione che abbiamo visitato e di come, purtroppo, in Italia questo avvenga solo raramente. Per apprezzare al meglio una vista della cittadina medioevale, ci dirigiamo verso la passerella pedonale, dalla quale si gode di una vista davvero stupenda. A Maribor abbiamo scelto alloggiare in un p...

Velika Planina

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Uno degli ultimi luoghi in Europa dove poter vedere come vivevano i pastori che effettuavano la transumanza con le mandrie di bovine è Velika Planina. Per arrivarci, anziché prendere la funivia che parte accanto al nostro campeggio, percorriamo la sterrata che ci porta a circa mezz'ora di cammino da questo altopiano.  Se il panorama dei campi erbosi punteggiati da alberi vale da solo il viaggio, lo stupore è enorme quando davanti a noi si aprono prati con le mucche al pascolo e piccoli insediamenti di abitazioni tipiche. Purtroppo parte di esse sono solo una ricostruzione, dato che gli originali vennero bruciati dai Tedeschi durante la ritirata alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Passeggiamo in questo paesaggio bucolico ascoltando il suoi dei campanacci e ammirando i panorami attorno a noi.

Le Alpi Giulie: il gioiello del territorio sloveno

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A pochi chilometri da Ljubjana si trova l'incantevole lago di Bled con la sua isola, il castello e la sua piccola cittadina. Bled è esattamente come te l'aspetti: magnifico, curato ed estremamente turistico. Per avere un altro punto di vista decidiamo di seguire il sentiero n°6 che ci porta ad uno dei punti di osservazione che circondano il lago. Lì ritroviamo il silenzio e la bellezza dei boschi anch'essi molto curati ed una visione dall'alto di quello spettacolo naturale che poco avevamo apprezzato tra la gente che affolla il lungolago. Se chi ci ha letto fino ad ora si fosse chiesto dove è finito il nostro spirito di motoviaggiatori, troverà la risposta nelle righe che seguono. Il giorno dopo percorriamo un anello attorno al massiccio del Triglav, attraverso alcune delle strade alpine più belle per chi come noi ama spostarsi in moto. Raggiunta Kranjska Gora saliamo verso il Passo Vrsic; la strada è una delle opere ingegneristiche del ventesimo secolo e permet...

Piccola grande Ljubjana

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Malgrado sia una delle più piccole capitali europee, Ljubjana ci appare sorprendentemente ricca di strade da esplorare a piedi per scoprire la vita dei suoi abitanti e i suoi angoli nascosti. Per un giorno abbandoniamo Africa davanti al nostro appartamento e ci concediamo una lunga camminata in parte sotto la pioggia. Scopriamo una bellissima mostra sul maestro della fotografia Capa e un'altra sull'archeologia musicale. Il castello guarda dall'alto la città con la sua ampia zona pedonale, che ha valso a Ljubjana il titolo di capitale verde. Il vivace mercato cittadino è un ottimo posto dove osservare il via vai degli abitanti, gli stessi che dal tardo pomeriggio, insieme ai turisti, affollano i caffè dei lungofiume per godersi una birra dopo una giornata di lavoro. Ma c'è un quartiere nascosto  che raccoglie tutta la parte alternativa della città; un'ex caserma abbandonata, abitata a partire dagli anni novanta da una Comune, che mostra tutta la sua ...

Il Carso sloveno

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Sono sufficienti quattro ore di autostrada per arrivare sulla piccola costa slovena, dove si trova il gioiello della città di Pirano. In realtà ci piazziamo a Fiesa, in un campeggio a due passi dal mare e ci regaliamo un ultimo bagno prima del nostro viaggio verso l'Europa continentale. Con una bella passeggiata lungo mare arriviamo a Pirano che con i suoi tetti rossi, la sua piazza affacciata sul mare, e i palazzi color pastello disegna  un paesaggio da cartolina. Ma il Carso è una regione fatta di montagne scavate dall'azione dei fiumi che hanno fatto nascere grotte meravigliose. Per quanto sia famosa e visitata la grotta di Postojna risulta essere un'attrattiva imperdibile, a partire dal piccolo treno che ci accompagna per i primi tre chilometri. L'antro delle grotte è enorme e all'interno si trovano montagne di calcare alte fino a 16 metri; stalagmite e stalattiti a volte si incontrano, creando incredibili colonne che sembrano sorreggere il tetto di granito...

In viaggio verso la Transilvania

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Questo viaggio nasce dal nome di una strada: Trasfagaran. Anche per noi fino a un po' di tempo fa questo nome non diceva niente, ma è bastato guardare una delle tante foto che circolano online per capire che quella strada poteva rappresentare la meta di un viaggio. Ma il viaggio non è solo la meta, ma tutto quello che ci sta nel mezzo. Nelle sere d'inverno passate al computer abbiamo capito che nel mezzo ci potevano rientrare tante altre destinazioni. La Slovenia, l'Ungheria, la Romania e il ritorno dalla Grecia ci sono sembrate mete che ben si amalgamavano fra loro. E allora... si parte! Per circa 40 giorni e 8000 km alla scoperta di un altro pezzo di Balcani.