Benvenuti in Ungheria!
Non abbiamo il tempo nemmeno di rendercene conto che il confine Slovenia- Ungheria ci scorre accanto. Peccato, ci sarebbe piaciuta la classica foto di rito, ma questa è una delle conseguenze inevitabili di viaggiare nell'Unione Europea. Fatto sta che la differenza si vede e come, a partire dall'architettura dei piccoli villaggi agricoli che attraversiamo. Essi sono fondamentalmente agglomerati di case mono familiari con il tetto a tegole rosse e le mura pastello. Immancabili i fiori di ogni tipo che colorano l'estate ungherese. Se c'è una cosa che ci ha colpito di questi primi giorni passati in Ungheria, questa è il lungo nastro di asfalto che taglia a metà enormi campi di girasoli, mais e grano ormai trebbiato in un continuo leggero saliscendi.
Ci fermiamo a Pecs incuriositi sopratutto dalla chiesa moschea, uno dei monumenti che negli ricorda il dominio ottomano in questa nazione. Il centro storico è facilmente esplorabile a piedi e malgrado i cento cinquantamila abitanti la vita scorre lenta e il traffico è praticamente inesistente.
Girovagando per negozi capiamo subito che il tenore di vita degli ungheresi non è poi così distante dal nostro, anche se i generi alimentari di buona qualità costano molto meno che da noi.
Ci spostiamo verso quello che è definito "il mare d'Ungheria": il lago Balaton. La città che ci ospita, Heviz, ha come attrattiva principale un lago termale, nel quale inizialmente avevamo deciso di fare un bagno. La località si è rivelata troppo turistica e cara, per questo abbiamo preferito una spiaggia popolare in cui ci troviamo a fare il bagno con tante famiglie ungheresi venute qui a rinfrescarsi da un'estate particolarmente calda. La cosa è risultata molto interessante antropologicamente parlando, ma le torbide e calde acque del lago non ci hanno particolarmente entusiasmato. Francesco, in astinenza da nuoto, ha comunque deciso di fare alcune bracciate, mentre Serena non ha neppure messo la testa sott'acqua.
Per puro caso in questi giorni in Ungheria si stanno svolgendo i mondiali di nuoto; le gare in acque libere hanno come scenario proprio le acque di questo lago. Francesco, che per anni ha praticato questo sport, non ha perso l'occasione di vedere almeno il campo gara e l'organizzazione di un evento mondiale.
Il giro attorno al lago Balaton si conclude a Sumeg con quella che viene definita la "Cappella Sistina del barocco, la chiesa dell'Ascensione. Anche se l'appellativo è sicuramente azzardato gli affreschi che ricoprono le pareti della chiesa ci stupiscono per la loro bellezza e integrità. Prima di andarcene immortaliamo la nostra Africa avanti alla salita che porta al castello di Sumeg, arroccato in cima alla collina.
Ci fermiamo a Pecs incuriositi sopratutto dalla chiesa moschea, uno dei monumenti che negli ricorda il dominio ottomano in questa nazione. Il centro storico è facilmente esplorabile a piedi e malgrado i cento cinquantamila abitanti la vita scorre lenta e il traffico è praticamente inesistente.
Girovagando per negozi capiamo subito che il tenore di vita degli ungheresi non è poi così distante dal nostro, anche se i generi alimentari di buona qualità costano molto meno che da noi.
Ci spostiamo verso quello che è definito "il mare d'Ungheria": il lago Balaton. La città che ci ospita, Heviz, ha come attrattiva principale un lago termale, nel quale inizialmente avevamo deciso di fare un bagno. La località si è rivelata troppo turistica e cara, per questo abbiamo preferito una spiaggia popolare in cui ci troviamo a fare il bagno con tante famiglie ungheresi venute qui a rinfrescarsi da un'estate particolarmente calda. La cosa è risultata molto interessante antropologicamente parlando, ma le torbide e calde acque del lago non ci hanno particolarmente entusiasmato. Francesco, in astinenza da nuoto, ha comunque deciso di fare alcune bracciate, mentre Serena non ha neppure messo la testa sott'acqua.
Per puro caso in questi giorni in Ungheria si stanno svolgendo i mondiali di nuoto; le gare in acque libere hanno come scenario proprio le acque di questo lago. Francesco, che per anni ha praticato questo sport, non ha perso l'occasione di vedere almeno il campo gara e l'organizzazione di un evento mondiale.
Il giro prosegue poi verso la penisola di Tihany che avremmo voluto esplorare un po' a piedi, ma l'insostenibile caldo ci ha fatto desistere e girare la sto verso le colline interne di Vezspren. Immancabile una passeggiata sulla collina del castello in cui troviamo la torre antincendio e il barocco palazzo vescovile fino a giungere al bastione detto "Fine del mondo" dal quale la vista spazia nella vallata sottostante.
Il giro attorno al lago Balaton si conclude a Sumeg con quella che viene definita la "Cappella Sistina del barocco, la chiesa dell'Ascensione. Anche se l'appellativo è sicuramente azzardato gli affreschi che ricoprono le pareti della chiesa ci stupiscono per la loro bellezza e integrità. Prima di andarcene immortaliamo la nostra Africa avanti alla salita che porta al castello di Sumeg, arroccato in cima alla collina.
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