Maramures e Bucovina: la quintessenza della Romania

La partenza da Alba Iulia si rivela più complicata de previsto per via del nostro navigatore che non vuol più stare al suo posto. E' sufficiente acquistare la chiave della misura giusta e dare una stretta alle viti per riposizionarlo lì dove deve stare. Fortunatamente la strada ci è amica e procedendo sulla DN1 prima fino a Cluj e poi fino a Dej raggiungiamo la deviazione per Targu Lapus entrando così nella regione del Maramures. Mentre cerchiamo la strada per la chiesa di Surdesti, per errore, imbocchiamo una bella sterrata che si rivelerà insidiosa sia perché siamo accaldati e carichi, sia per il fondo piuttosto smosso. Arriviamo alla chiesa in legno di Surdesti contenti per aver ritrovato la strada e ci gustiamo la frescura degli interni con gli affreschi dipinti.






Oltre alle chiese in legno e all' "Allegro cimitero" di Sapanta, in questa regione a nord della Romania, abbiamo potuto osservare la vita rurale che segue lentamente i ritmi dettati dalla campagna. Uomini e donna che si vesto ancora con abiti tradizionale in particolari modo nei giorni di festa e che utilizzano  ancora carri formati da assi di legno trainati da cavalli per il lavoro nei campi. Sugli stessi carri possono trovare posto intere famiglie che ci salutano quando passiamo con la nostra moto. Ogni casa ha un cancello intagliato che racconta la storia e l'importanza della famiglia e il legame con il legno di queste foreste con cui sembra costruita ogni cosa.





Decidiamo di fermarci Viseu de Sus dove il giorno seguente abbiamo la possibilità di salire sull'ultima ferrovia forestale rimasta al mondo. Queste linee ferroviarie a sacramento ridotto, nate per trasportare il legname dal cuore della foresta a valle e funzionanti con vecchie locomotive a vapore, si sono ormai estinte. Qui nel Maramures una di esse è stata convertita in treno turistico che risale la valle del Vaser; il lento viaggio attraversa villaggi di architettura tradizionale, privi di strade asfaltate  in cui a decorare ogni casa sono presenti bellissimi vasi di fiori e antichi pagliai. Notiamo con piacere che, per quanto un villaggio possa esser piccolo, in esso è sempre presente una "scuola generale" (i nostri istituti comprensivi) che almeno dall'aspetto sembra molto curata. Successivamente la ferrovia entra nella foresta dove vediamo solo alcuni ragazzi che si divertono a fare il bagno nel fiume, giovani a cavallo e boscaioli al lavoro. Dopo una breve sosta per mangiare e riposarsi inizia il lento viaggio di ritorno che coprirà i circa 20 km in un paio d'ore.





Tornati alla moto ci dirigiamo verso la Bucovina decidendo di attraversare il passo Prislop. Se sulla carta la scelta ci sembrava particolarmente adatta per il nostro viaggiare in moto, la realtà è stata ben diversa. Malgrado i magnifici panorami che la strada ci offriva, il nostro passo è stato continuamente
rallentato da i lavori di ricostruzione della strada con tratti di sterrata o asfalto totalmente distrutto.


Entrando in Bucovina notiamo come il paesaggio cambi radicalmente con alte colline e valli aperte.
Arriviamo alla pensione giusto in tempo per riprenderci con una doccia prima di gustare l'ottima cena preparata dalla padrona di casa per i suoi pochi ospiti.
Spendiamo tutto il giorno seguente a visitare gli incredibili monasteri della regione tipici per gli affreschi anche sulle pareti esterne che raccontano scene della Bibbia o ammonimenti per i fedeli riguardo ai peccati, nonché battaglie contro i possibili invasori. La loro funzione era infatti quella di istruire militari e contadini che difficilmente avevano accesso al monastero durante le funzioni.





Al contrario di quanto accaduto il giorno precedente, troviamo strade piacevoli, ondulate e scorrevoli che attraversano le campagne coltivate. Avendo un po' di tempo il pomeriggio, dedichiamo qualche cura anche ad Africa levando polvere e fango accumulati durante tutto il viaggio.




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